Cortona
e dintorni
Contornata da vigne, oliveti e girasoli, Cortona sorge su di una dolce collina adagiata sul monte Sant' Egidio, da dove domina uno dei paesaggi più suggestivi del mondo. Ai suoi piedi si stende la Valdichiana, delimitata all’orizzonte dai monti di Siena, fra i quali spiccano il monte Amiata ed il monte Cetona, ed a Sud dal Lago Trasimeno che la lambisce dolcemente. Le origini di Cortona si perdono nella notte dei tempi; “Mamma di Troia e nonna di Roma” amano ripetere gli anziani, ma più storicamente parlando, fondata dagli Umbri, Cortona fu con Arezzo e Perugia una delle tre principali città dell’Etruria centrale.
Ciclopiche mura etrusche ancora la circondano e numerose sono le testimonianze della civiltà etrusca e della loro arte che sono venute alla luce sul territorio cortonese, tra cui i famosissimi Lampadario Etrusco, la Tabula Cortonensis, ed ultima in ordine di ritrovamento, ma probabilmente prima in quello d'importanza, il Tumulo Etrusco in località Sodo di Cortona, sicuramente la tomba etrusca più importante di sempre. Il Lampadario, la Tabula e gli importantissimi ori rinvenuti nel Tumulo del Sodo sono adesso custoditi nel Museo dell'Accademia Etrusca di Cortona, che è stato recentemente ampliato e ristrutturato con uno spledido intervento di architettura museale.
Le ripide viuzze, i vicoli caratteristici, le abitazioni, i monasteri, le numerose chiese che custodiscono preziose opere d’arte, richiamano invece alla memoria i trascorsi etrusco-romano-medievali-rinascimentali della città.
Nel Medio Evo e nel Rinascimento Cortona fu crocevia di numerosi Santi ed Artisti;
qui venne San Francesco d'Assisi e vi fondò l’Eremo delle Celle, situato appena fuori città in uno dei luoghi più suggestivi e ricchi di fascino di tutto il territorio cortonese;
a Cortona visse e morì Santa Margherita, il cui corpo è venerato oggi nel Santuario a Lei dedicato, posto nella sommità della Città e splendido esempio di architettura che abbraccia svariati secoli e numerosi stili.
E poi ancora Frate Elia, il successore di San Francesco alla guida dell’Ordine Francescano che qui costruì una grande chiesa dedicata al Santo di Assisi, ed i pittori Luca Signorelli e Pietro Berrettini, che a Cortona lasciarono impressa l’impronta del loro genio.
Di Luca Signorelli si conservano importanti opere nei due musei di Cortona, il Museo Diocesano ed il Museo dell'Accademia Etrusca; inoltre al Museo Diocesano è custodita anche la famosa opera di Beato Angelico, l'Annunciazione.
Subito fuori le mura di Cortona troviamo una delle architetture più conosciute del Rinascimento, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, edificata su disegno di Francesco di Giorgio Martini e, dicono recenti studi, terminata con una cupola progettata dal grande Maestro Leonardo da Vinci.
Delle numerose manifestazioni che si organizzano a Cortona le più famose sono la Fiera del Rame (a fine Aprile), la Giostra dell’Archidado (nel mese di Maggio), la Sagra della Bistecca (15 Agosto) e la Mostra Mercato Nazionale del Mobile Antico (Agosto-Settembre);
inoltre durante tutto l'arco dell'anno a Cortona e nei numerosi suoi centri vicini, l'offerta di manifestazioni sportive, culturali ed enogastronomiche è praticamente illimitata.
Infine, per gli amanti dello shopping, a pochissimi chilometri di distanza dalla città sorge il Valdichiana Outlet Village, uno dei Borghi dello shopping più grandi e famosi d'Italia.
Abbazia di Farneta
L’Abbazia di Farneta, a 2 km da Poggio Sant’Angelo, è uno dei principali esempi di Architettura Romanica in Toscana.
Costruita nell' VIII° Sec., l’Abbazia Benedettina ebbe il suo momento di massimo splendore fra il X° ed il XIII° Sec.; successivamente iniziò un periodo di lenta ma inesorabile decadenza che trasformò l'Abbazia così come la vediamo oggi.
Nel Settecento l’Abbazia fu soppressa per ordine del Granduca Pietro Leopoldo e la chiesa venne completamente trasformata: fu abbattuta la facciata, accorciata l’unica navata che era rimasta e demolito parte del monastero.
Non è facile per chi visita oggi Farneta, farsi un’idea di come poteva essere il complesso abbaziale nel suo periodo migliore; dell’antica chiesa rimangono solo la parte absidale e la cripta.
Entrando all’interno della struttura, si notano subito il grandioso transetto con le tre absidi, ciascuna delle quali aveva due nicchie laterali scelleratamente distrutte agli inizi del Novecento. Ma la testimonianza più preziosa dell’antico periodo di gloria è la cripta, riaperta nel 1940 ed oggi in buone condizioni di conservazione.
La cripta è divisa in tre celle, le due laterali, più semplici e piccole, a forma di trifoglio, e quella centrale, più ampia e complessa, a forma di quadrifoglio, con volta a crociera sostenuta da pregevoli colonne di tipo orientale, probabilmente ricavate da qualche antico edificio romano dei quali la zona era ricchissima.
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